mercoledì 21 gennaio 2009

Delirio di un rincoglionito

Non è che appena cominciato il processo di Napoli, riguardante i fatti che nell'estate 2006 portarono alla più grande ingiustizia del calcio nostrano, che già i soliti moralizzatori, onestoni e giornalisti vari si sostituiscono ai giudici e sentenziano, a prescindere, a sfavore di Moggi e della Juventus.

Non ultimo un editoriale apparso ieri sul Corriere dello Sport nel quale un tifoso anti-juventino si abbandonava a sproloqui e cazzate a ripetizione, arrivando alla sentenza, impostata di default da Mediaset e Gazzetta, che comunque vada, qualunque sia il risultato del processo non si riparerà alle ingiustizie perpetrate nei confronti della squadra più forte e prestigiosa d'Italia.

Forse il moralizzatore in questione non si ricorda che le sentenze dell'Ingiustizia Sportiva sono arrivate al termine di un processo farsa, imbastito a dovere dagli amici di chi doveva avvantaggiarsi dell'estromissione della Juventus, che i giornali e il tam tam mediatico portarono avanti una campagna denigratoria senza precedenti nei confronti dei Campioni d'Italia, che per anni le squadre protette dal sistema (Roma, Milan, Inter, Lazio) falsificavano bilanci e passaporti, cambiavano le regole in corsa, telefonavano ad arbitri e dirigenti federali, richiedevano guardalinee di fiducia, e commettevano altri reati atti ad acquisire un vantaggio sleale nei confronti delle avversarie.

Se di cupola bisogna parlare, ormai tutti lo sanno, è composta da Moratti-Tronchetti-Rossi. I fatti parlano chiaro.

La verità verrà a galla alla fine del processo di Napoli e, al di là del delirio di qualche rincoglionito di parte, avremo la sentenza definitiva.

Se il mondo del calcio, nel frattempo, si sarà liberato di coloro che l'hanno ridicolizzato, saprà rivedere le sentenze ingiuste del passato, annullare gli ultimi due campionati palesemente irregolari e risarcire chi è stato danneggiato.